Quanto conta il Coaching in Italia?
Il Coaching in Italia è arrivato oggi ad una svolta interessante, coinvolgendo un grande numero di persone interessate e operatori del settore. La crescente attenzione verso questo metodo è sicuramente attribuita alla sua efficacia, dimostrata attraverso risultati tangibili ed obiettivi raggiunti. Il Coaching, come molti di voi già sapranno, mira a tirare fuori il potenziale inespresso delle persone per massimizzare le loro prestazioni e consentire loro di costruire la vita che desiderano. Intraprendere un percorso di questo tipo significa investire su se stessi e sulla propria felicità.
La diffusione di questa metodologia nel nostro Paese è abbastanza recente. All’estero, soprattutto negli Stati Uniti, il Coaching è stato introdotto circa un centinaio di anni fa. La cultura e l’attenzione verso questa disciplina ha attratto molti attuali formatori italiani come Alessia Mortilla, che poco più di un ventennio fa hanno attraversato l’Oceano per apprendere metodi e strumenti che in Italia ancora erano assenti.
Le sue origini e la diffusione del Coaching
Se dovessimo cercare le reali origini del Coaching dovremmo andare molto indietro nel passato, addirittura ai tempi di Socrate che, con l’arte della maieutica da lui fondata, aspirava a far emergere la verità interiore attraverso il dialogo. Il filosofo di Atene puntava attraverso domande specifiche a far emergere i pensieri individuali, il contrario, quindi, degli altri maestri dell’epoca che imponevano agli allievi i loro insegnamenti.
Il Coach oggi è una guida che allo stesso modo si astiene dal giudicare e dal dispensare consigli. Cosa fa quindi? Ascolta e affianca il cliente per far emergere la sua verità e la sua consapevolezza personale.
Il Coaching in Italia e nel mondo moderno è frutto di influenze diverse, riunisce i principi della filosofia classica attingendo anche dall’ambito manageriale e sportivo, dalla psicologia positiva, cognitiva e umanistica. Da ognuna di queste discipline ha preso contributi utili al miglioramento dell’individuo e al raggiungimento del suo benessere.
Excursus storico del Coaching nel mondo

Le origini del Coaching come lo conosciamo oggi risalgono agli anni ’70.
- Tim Gallwey, professore ad Harvard, ma anche giocatore e istruttore di tennis, pubblica “The Inner Game of Tennis”, un libro rivoluzionario che gli è valso il titolo di pioniere del Coaching. L’assunto fondamentale del volume è che l’avversario nella nostra mente è più forte di quello che abbiamo di fronte. Gallwey incentra il suo ragionamento sull’allenamento sportivo invitando gli atleti a superare gli ostacoli interni e ad avere maggiore fiducia delle proprie capacità. Li invita a dare il meglio partendo da dentro e no, come spesso suggerito all’epoca, massimizzando solo l’impegno fisico e la forza: per l’epoca era un cambio di prospettiva rivoluzionario.
- L’opera di Gallwey fu portata in Europa da John Whitmore, un ex pilota automobilistico, che spese gli anni ’80 ad approfondire concetti e metodi per applicarli in ambito aziendale. Il suo intento era di lavorare sulla gratificazione degli individui per massimizzarne le performance.
Ha illustrato l’ormai famoso metodo GROW (Goals, Reality, Options, Will) nel libro “Coaching for performance” del 1992, ad oggi ancora il libro sul Coaching più venduto al mondo dove si pone l’accento sulle domande efficaci che il coach fa al cliente, usate come mezzo per stimolare la consapevolezza di se, della situazione, degli obiettivi, degli ostacoli.
- La psicologia positiva ha aggiunto un importante contributo allo sviluppo del Coaching puntando l’accento su ciò che rende felici le persone: emozioni piacevoli, abilità, virtù, potenzialità. Si inizia quindi a lavorare sulle abilità e sulle risorse degli individui invece che sulle loro limitazioni. Si inizia a pensare che il benessere del singolo sia un vantaggio per l’intera comunità.
- Negli anni ’90 la figura del Coach inizia quindi ad arrivare nelle imprese. I primi clienti furono i manager che desideravano migliorare le proprie capacità personali, anche se forse al Coaching non veniva ancora data l’importanza che merita.
E in Italia? La diffusione è recente!

Il Coaching è un metodo oggi utilizzato in tutto il mondo da professionisti delle risorse umane e anche sul piano dell’intervento individuale visto che tale metodo può essere applicato a ogni ambito della vita.
Il Coaching in Italia si è diffuso solo da pochi anni. Sono circa 25 anni, infatti, che è presente nel nostro Paese.
Sono le Associazioni Professionali di Categoria, inserite nell’Elenco Pubblico del Ministero dello Sviluppo Economico (ex art. 2 comma 7 legge 4/2013), a garantire un livello di professionalità adeguato e di tutela al cliente e ad diffondere e tutelare gli standard etici e professionali del Coaching.
Il Coaching in Italia dell’Istituto The Mind of The Child
L’Istituto The Mind of The Child, fondato da Alessia Mortilla, Coach con esperienza ultra ventennale, è l’unico nel nostro Paese che può certificare ben 9 diversi percorsi di specializzazione per diventare Coach professionista e rilasciare certificazioni valide a livello internazionale.
Tutti i corsi dell’Istituto The Mind of the Child sono riconosciuti ai sensi della legge 4/2013, i programmi dei corsi e gli esami finali sono inoltre riconosciuti inoltre dall’Associazione Nazionale Professionale di Coaching (ANPCP) e PNL, ai fini dell’iter di specializzazione come Coach Professionista. I corsi di specializzazione in PNL vengono poi riconosciuti e certificati dalla “Society of NLP”: l’unica Organizzazione Internazionale creata e riconosciuta dai fondatori della PNL Richard Bandler e John Grinder.
Il Career Coach affianca il cliente nella stesura del suo piano di azione che gli consente di completare un percorso di studi, trovare un lavoro appagante, fronteggiare difficoltà, cambiamento o sfide se è già inserito in un contesto di lavoro.
Le donne lavoratrici incontrano oggi maggiori difficoltà rispetto agli uomini: mancanza di servizi e politiche a sostegno della maternità e della famiglia sono ciò che le penalizza. Ma c’è anche un vero e proprio problema di mentalità diffusa che ostacola la leadership al femminile.
Riconoscere e comprendere le proprie emozioni significa essere consapevoli di se stessi e dei propri stati d’animo. Questo si traduce in una maggiore tranquillità, necessaria per calibrare delle risposte comportamentali equilibrate.
Il Coaching è un metodo che attraverso esempi pratici e strumenti concreti, può aiutarti a sviluppare empatia ed intelligenza emotiva.
In base al sesto Rapporto Benessere equo e sostenibile (BES) 2018 elaborato dall’Istat in riferimento all’anno 2017, è emerso che gli indicatori principali relativi all’istruzione e alla formazione nel nostro Paese sono risultati di molto inferiori rispetto alla media europea. La percentuale di giovani tra i 18 ed i 24 anni che abbandona gli studi è del 14%, un dato particolarmente preoccupante secondo l’Istat se consideriamo che in Italia vi è l’obbligo di andare a scuola fino a 16 anni, ciò significa che molti non riescono nemmeno a diplomarsi.
Se sei un insegnate e vuoi contrastare l’abbandono scolastico puoi ancora avere un ruolo determinante. Per ottenere risultati diversi ed efficaci puoi acquisire gli strumenti e le competenze per farlo, riuscendo ad entrare in contatto con i tuoi alunni e tirando fuori il meglio di loro: il
Non stiamo dicendo che un Health Coach possa curare malattie croniche ma può di certo aiutare chi ne è affetto a vivere in modo nuovo questa situazione, gestendola al meglio. Senza dubbio tale aspetto contribuisce a delineare uno stato di benessere: infatti, nell’ambito della salute rientrano anche i problemi legati alla sfera alimentare, come ad esempio l’obesità o l’anoressia.
Nel nostro Paese la professione di Coach è riconosciuta dalla Legge 4 / 2013 che disciplina le professioni che non sono ordinate in orini e collegi. Per diventare Coach è necessario seguire un percorso formativo specifico nelle tante scuole che organizzano dei corsi, ma solo alcune possono assicurarti la stessa preparazione e offrirti le stesse garanzie. A fare la differenza è:















